venerdì 24 settembre 2010

DOPO LA DURA RECENSIONE DI G. PULLARA AL VOLUME "LA COLATA", LIBRO INCHIESTA SU URBANISTICA E DEGENERAZIONI, L'ASSESSORE ALL'URBANISTICA CORSINI SI AFFANNA A SPIEGARE LE PRESUNTE NOVITA' DELLA GIUNTA ALEMANNO. MA LA LA GENTE, SPECIE NELLE PERIFERIE, E' PROFONDAMENTE DELUSA, CONTINUA A CONSTATARE L'AGGRESSIONE A VERDE E VIVIBILITA', E LA PERDURANTE PROTERVIA DEI "PALAZZINARI", MENTRE NEGLI UFFICI URBANISTICI COMUNALI PROSEGUE SENZA SOSTA E SENZA ALCUNA SERIA VALUTAZIONE DI COMPATIBILITA' URBANISTICA IL RILASCIO DELLE MIGLIAIA E MIGLIAIA DI AUTORIZZAZIONI RILASCIATE DAL COMUNE DI ROMA NEGLI ULTIMI MESI DELLA GESTIONE VELTRONI. E LA GIUNTA ALEMANNO ? FA' POCO O NULLA , E CORSINI COMPARE COSI' FRA GLI ASSESSORI A FORTE RISCHIO DI SOSTITUZIONE NEL RIMPASTO PREVISTO DOPO L'ENTRATA IN VIGORE DELL'ASSETTO DI "ROMA CAPITALE"

Il dilagare del cemento - il «caso» Roma: a Roma la popolazione decresce da vent' anni, ma lo sviluppo sembra correre dietro alla previsioni (sbagliate) del Prg del 1962, tanto che il nuovo PRG fatto approvare da Walter Veltroni prevede di qui al 2020 una edificazione abnormenente sovradimensionata, pari a ben il 20% di quanto verrà autorizzato NELL'INTERA GERMANIA ! Se ne occupa «La colata», libro inchiesta su urbanistica e degenerazioni

FONTE: http://archiviostorico.corriere.it/2010/settembre/04/dilagare_del_cemento_co_10_100904032.shtml




In un' Italia in cui «la colata di cemento che sta per riversarsi sul paese rischia di rovinarlo per sempre», nella quale «il degrado ambientale si accompagna sempre a quello umano» ha ancora senso denunciare un disastro in corso d' opera? Sono passate decine d' anni dalla battaglia di Antonio Cederna contro la speculazione immobiliare e, a Roma, contro il proto-ecomostro piazzato su Monte Mario, l' hotel Hilton. Certo che ha senso, anche se mattone e cemento - nonostante le proteste e tante belle intenzioni dichiarate- hanno coperto la città come la lava le falde dell' Etna. Ogni generazione ha il dovere di lanciare la sua denuncia pur sapendo che i risultati sono finora stati insoddisfacenti. Chissà quante volte i giornalisti (Ferruccio Sansa, Andrea Garibaldi, Antonio Massari, Marco Preve, Giuseppe Salvaggiulo) che hanno scritto «La colata - Il partito del cemento che sta cancellando l' Italia e il suo futuro» (Chiarelettere ed.) hanno riportato, sottolineato, rivelato i fattacci cementizi italiani sperando di contribuire all' arresto della «colata». Qualche volta è andata bene: la stampa è riuscita a risvegliare l' opinione pubblica e si è evitato il peggio. Ma nella maggior parte dei casi è successo come sul vulcano: la lava ha travolto ogni ostacolo, ha coperto la terra di fuoco, i prati di cemento. 
In Italia, in quindici anni, dal 1990 al 2005, 3,5 milioni di ettari (Lazio + Abruzzo) sono passati ai centri abitati. A Roma, dove la popolazione decresce da vent' anni, lo sviluppo urbanistico sembra correre dietro alla previsioni (sbagliate) del Piano regolatore del 1962 che indicava una città di 5 milioni di quiriti.  
Andrea Garibaldi, inviato del Corriere e attento cronista romano, nella «Colata» ha curato la parte che riguarda la nostra città. Si deve essere chiesto: se non ora, quando? È
adesso, infatti, nella prima fase applicativa del nuovo Prg fatto da Veltroni, ispirato da Rutelli e gestito da Alemanno, che occhi e orecchie devono restare bene aperti. Un Piano urbanistico è un progetto di sviluppo che può peggiorare o migliorare semplicemente con la sua gestione. È adesso che bisogna attirare l' attenzione della città su ciò che accade sulle falde dei Sette Colli (specie quello capitolino). I
Infernetto, Malafede: i nomi di due dei nuovi quartieri sembrano evocare la dimensione morale in cui si è espansa Roma dal dopoguerra ad oggi. E che dire di Tor Pagnotta, con quel suo facile richiamo ad avide abbuffate? Intrugli e speculazioni non sono mai mancati. Qualche studioso insinua perfino che Giulio Cesare fu ucciso per fermare più che il dittatore un pericoloso speculatore immobiliare. Più di recente, quando la città divenne capitale, piemontesi ed affaristi approfittarono del suo ripopolamento per attuare un business composto ma esagerato che ha nella creazione del quartiere Prati il suo esempio più evidente. Bruno Zevi, nel primi anni Cinquanta, ebbe la forza di sognare uno sviluppo urbano equilibrato, intessuto di bella architettura, creando un tavolo (Inarch) in cui costruttori, architetti, amministratori pubblici e intellettuali cooperassero per la tutela della città. Belle intenzioni, risultati pochi, a considerare quello che è accaduto. Girando per i quartieri delle nuove periferie, i più recenti, sembra di ascoltare la voce degli edifici - in genere brutti - che racconta la vicenda di ciascun insediamento. Ognuno ha la sua storia, spesso simile ad un giallo, talora ad un thriller, sempre ingarbugliata da dissonanze procedurali, da particolari oscuri e da compromessi. Storie grame: una Spoon River del mattone. Garibaldi dà una lucida lettura dei fatti riguardanti gli anni più vicini facendo i nomi di costruttori e di luoghi, tutti del resto ben conosciuti. L
L' affresco descrive le dinamiche del costruire a Roma, sottolinea il retropensiero esclusivamente affaristico che hanno anche i costruttori più illuminati, quelli che rinnegano le loro origini «palazzinare». Richiama forte la responsabilità degli amministratori - i politici - che non hanno saputo o voluto imporre il primato dell' interesse pubblico su quello privato. 
Un esempio per tutti. Da decenni ci sono patti, accordi, perfino leggi che stabiliscono un principio: le infrastrutture a carico dei costruttori vanno realizzate prima delle case. Quasi mai successo. Tanto che mesi fa il Campidoglio ha sbandierato, quasi fosse una novità, l' adozione «d' ora in poi» di un principio vecchio in barba al quale sono sorti interi quartieri senza servizi e mobilità adeguati. E che dire dei proliferare dei centri commerciali che fanno pensare ad una città abitata da tre milioni di Paris Hilton? Tutti i romani malati di compulsività d' acquisto? Con la vicenda dei nuovi stadi per Roma e Lazio, descritta con malizioso sarcasmo, e con il richiamo ai contrasti tra i grandi costruttori Caltagirone e Toti si concludono i capitoli della «Colata romana». I
Il sindaco Alemanno e il sottosegretario Giro, con parole che fanno pensare alle battute finali tra Romolo e Remo, si scambiano ammonimenti sulle reciproche competenze segnalando una strenua competizione per il controllo dell' immenso Monopoli della Capitale. (Un gioco in cui il centrosinistra, con le migliori carte in mano, ha scelto di perdere). 
Giuseppe Pullara 
Il libro «La colata - Il partito del cemento che sta cancellando l' Italia e il suo futuro» (edito da Chiarelettere) è stato scritto da Ferruccio Sansa, Andrea Garibaldi, Antonio Massari, Marco Preve e Giuseppe Salvaggiulo
Pullara Giuseppe -   Pagina 9   - (4 settembre 2010) - Corriere della Sera

A QUESTO ARTICOLO HA RISPOSTO CON UNA LETTERA PUBBLICATA SUL CORRIERE DELLA SERA -EDIZIONE ROMA DEL 18 SETTEMBRE 2010, L'ASSESSORE ALL'URBANISTICA MARCO CORSINI, DAL TITOLO: "CORSINI: PRIMA LE INFRASTRUTTURE E POI LE CASE, OGGI SI CAMBIA".
Corsini segnala all'attenzione di Pullara, del Corriere della Sera, e dei lettori il fatto che è stato introdotto dalla giunta Alemanno  il principio che "per la prima volta il rilascio dei titoli abilitativi sarà subordinato all'avvenuta preventiva realizzazione in tutti i programmi urbanistici attuativi del PRG delle opere di infrastrutturazione primaria e di interconnessione esterna".
In realtà e purtroppo il PRG fatto approvare alla veloce   veloce da Walter Veltroni prevede qualcosa di assolutamente abnorme, ossia la possibilità di costruire nuove ulteriori enormi quote di edilizia residenziale in quartieri e periferie che sono quasi sempre al collasso della viabilità e della vivibilità, quote che ammontano addirittura all'incredibile percentuale del 20% di quanto potrà essere costruito nell'intera Germania da qui al 2020 !!!!! (vedi l'illuminante analisi di Paolo Berdini ).
Di fronte ad una prospettiva che si presenta assolutamente AGGHIACCIANTE la giunta Alemanno non ha fatto assolutamente nulla, mentre uffici urbanistici comunali in cui perdurano responsabilità e legami risalenti all'era Veltroni continuano a rilasciare senza incertezze le migliaia e migliaia di autorizzazioni edilizia rilasciate dalla giunta dell'ex sindaco PD, particolarmente negli ultimi mesi.....senza alcun seria valutazione sulla compatibilità urbanistica di tanti interventi che verranno a travolgere nei prossimi mesi viabilità e vivibilità di tanti quartiei, interventi la cui realizzazione è stata rallentata -BISOGNA SOTTOLINEARE RINGRAZIANDO AL CIELO- solo dall'attuale profonda crisi del mercato immobiliare !

Ed ecco che, nell'aprirsi la partita del rimpasto della giunta Comunale uno dei nomi di cui si ipotizza la sostituzione è proprio quello dell'assessore all'Urbanistica Marco Corsini, come ben descrive un articolo della Repubblica-edizione Roma di sabato 18 settembre 2010 qui riprodotto, per motivi che potete ben immaginare......
D'altronde il sindaco Alemanno, che si avvia probabilmente a sostituire quello che avrebbe dovuto essere e NON è stato uno degli assessori cardine della sua giunta comunale, sa bene che prima o poi dovra scegliere fra cittadini e palazzinari , anche perche questi ultimi, indeboliti dalla gravissima crisi dell'economia e del settore immobiliare, non sono in grado di proporre soluzioni innovative, ad esempio utilizzando per il social housing il tanto già costruito ed invenduto, e vogliono solo proseguire a cementificare le ultime aree disponibili, utilizzando -a buon mercato- diritti edificatori e risorse pubbliche !
Vediamo se Alemanno ed altri politici di governo a livello locale e nazionale  riescono a farlo digerire alle tante fasce di popolazione che sono travolte dagli effetti della  crisi  il fatto che con il progetto social housing messo in piedi dal Ministro Tremonti con risorse della Cassa Depositi e Prestiti e delle banche (ben 2 miliardi !!!) si vanno a salvare tanti palazzinari, espostisi con le banhe al di là di ogni ragionevole prudenza,  mentre non si trovano le risorse necessarie per dare una seria mano alle famiglie ed al piccolo tessuto produttivo !
Alemanno sappia che nel 2013 la profonda insoddisfazione della gente nelle periferie potrebbe fare la differenza....

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