lunedì 9 aprile 2012

ANCORA A PROPOSITO DEL PROGETTO DI PROLUNGAMENTO DELLA METRO B1 DA JONIO A BUFALOTTA, DELLA DEVASTANTE ONDATA DI CEMENTO CON CUI SI VORREBBE FINANZIARLO (12/15 MILIONI DI MC !), E DELL' ATTEGGIAMENTO TENUTO DA PARTE DEL COMUNE DI ROMA NEI CONFRONTI DELLA CITTADINANZA E DEI SUOI COMITATI DI QUARTIERE, ANCORA PIU' GRAVE IN QUANTO IL RESPONSABILE ASSESSORE ALLA MOBILITA' AURIGEMMA E' ORIGINARIO PROPRIO DI QUEL POVERO QUARTIERE TALENTI CHE FINIRA' DEFINITIVAMENTE STRANGOLATO DA QUESTO DEMENZIALE PROGETTO ! PER RISOLVERE I PROBLEMI DEL TRAFFICO SI VUOLE REALIZZARE UNA COLATA DI 15 MILIONI DI MC DI ALTRO CEMENTO CHE IL TRAFFICO LO BLOCCHERA' DEFINITIVAMENTE !!!!

RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO:

PROLUNGAMENTO B1: così nessuno lo vorrebbe ma…
Nonostante le numerosissime e fondate perplessità del territorio, abbiamo scoperto che il progetto sta andando avanti senza  che i cittadini ne sappiamo nulla. Scopriamo come
 di Luca Coniglio
Ci eravamo lasciati addirittura prima di Natale 2011, con l’ultima assemblea partecipativa riguardo il famigerato Prolungamento Metro B1 da Jonio a Bufalotta. L’unione degli attivissimi comitati di quartiere del nostro territorio -oggi consolidatasi nella Comunità Territoriale del Municipio IV- aveva consegnato all’Amministrazione ben ventiquattro pagine di dettagliate e fondate osservazioni che mettevano in luce le mille zone d’ombra di questo progetto. Perplessità che partivano da un tracciato di poca efficacia trasportistica, passando per un sistema di finanziamento davvero poco trasparente e  che concludevano mettendo seriamente in discussione l’utilità di un’opera che, come la vuole il Comune, sembra davvero costosissima (650.943.000,00 milioni di euro) di dubbia utilità per la collettività. 
Sono passati oramai cinque mesi, ma dagli uffici del Campidoglio mai nessuna risposta anzi, la beffa. L’ Assessorato alla Mobilità del Comune di Roma, nella persona di Antonello Aurigemma, titolare di Via Capitan Bavastro e talentino puro sangue, ha chiuso deliberatamente e unilateralmente il famoso processo partecipativo senza che di fatto questo sia mai stato completato.
 Infatti, come ci spiega il presidente del Comitato Serpentara, Mimmo D’Orazio: “ La delibera comunale n.57 del 2006 prevede che il processo partecipativo riguardo un’opera di interesse generale si componga di tre step: parte informativa, parte consultiva e in fine il pezzo più importante, la progettazione partecipata. Ebbene quest’ultima parte manca completamente,il Comune ci ha chiuso la porta in faccia, rifiutandosi di renderci partecipi della parte più importante”. 
Effettivamente dalle riunioni prenatalizie alle quali i cittadini hanno partecipato è sempre emersa chiaramente una palese ambiguità dei nostri amministratori i quali, da una parte ci tenevano, soprattutto in un periodo così vicino alla campagna elettorale, a mostrare il volto collaborativo e partecipativo ma, dall’altra parte, erano determinati ad andare per la loro strada sapendo che tutto era già stato deciso a tavolino. A confermare questa sinistra ma consueta impressione è arrivata, come al solito, la super beffa finale. Il Sindaco e l’ Assessore hanno infatti firmato l'ordinanza n.425 del 31 gennaio 2012 pubblicata all'albo pretorio prot.SC/2012/39980 del 1 febbraio 2012 dove autorizza il prolungamento della metro B1 da Piazzale Ionio alla Bufalotta per un importo totale di 650.943.000,00. Il tutto è accaduto GUARDACASO il 31/01/12, proprio il giorno in cui scadeva il termine per fare ricorso e GUARDACASO la firma dell’ordinanza è stata affissa solo sull’ Albo Pretorio, cioè la bacheca “fisica” che si trova in Campidoglio, difficilmente accessibile e visibile dai residenti del nostro Municipio e invece, GUARDACASO, non è stata pubblicata sul sito internet del Comune di Roma dove solitamente vengono pubblicati tutti gli atti ufficiali dell’amministrazione capitolina e, a maggior ragione, sarebbe stato doveroso inserire anche una delibera così fondamentale. La situazione, come si può intuire, è davvero paradossale.
 Si va avanti nonostante tutto. Si va avanti nonostante di quei 650 milioni di euro più di 400 verranno ottenuti grazie alle ennesime valorizzazioni immobiliari (sigh…) le cui aree però verranno individuate SOLO DOPO LA PROGETTAZIONE. 
Si va dritti per la propria strada nonostante gli altri oltre 2 milioni dovranno essere finanziati grazie alla stipula di un mutuo da parte di un Comune che, come noto,  è con l’acqua alla gola da anni. “Abbiamo intenzione di non arrenderci. Faremo un esposto alla Corte dei Conti perché, palesemente, manca la copertura economica dell’opera. Inoltre ci appelleremo contro questo processo di partecipazione farsa che non si è mai concluso ed è stato chiuso unilateralmente. Questa volta non permetteremo all’Amministrazione di compiere scelte scellerati, contro l’interesse della collettività, che rischiano di gravare enormemente sulle generazione future.” 
Certamente, come traspare dalle parole di D’Orazio, ma anche di tutti i comitati che stanno portando avanti questa lodevole battaglia, il senso di amarezza è grande. 
Ancora una volta, l’ennesima, si fanno le cose sottobanco, cercando di fare uscire alla luce del sole il meno possibile, per avere meno problemi possibili, con l’imperdonabile aggravante che in questo caso la politica ci ha voluto anche dare l’illusione che contassimo qualcosa. Purtroppo, almeno per adesso, sembra il contrario.

Nessun commento: